Come nasce la Sagra di’ Pinolo

fotto dello stand originale delle Pinocchiate

C’era una volta…..un bruscello. Un bruscello? Sì, proprio un bruscello, o meglio c’erano due abitanti di Chiesanuova, Franco Bartalucci e Paolo Chiappi, che volevano riproporre una delle forme più caratteristiche del teatro popolare toscano recitato e cantato.

E, già che c’erano, pensarono di inserire questa rappresentazione nell’ambito di una più vasta festa che coinvolgesse tutto il paese.

Fu così che il 15 gennaio del 1977 il Consiglio del Circolo dette loro mandato di costituire un comitato di 16 persone per poter realizzare la festa: nacque allora la 1a Sagra di’ Pinolo.

Il nome non richiamava soltanto le pinete che circondano il paese, ma riecheggiava la raccolta delle pine e la lavorazione dei pinoli che nel secondo dopoguerra avevano costituito una delle attività lavorative dei boscaioli e dei pigionali di Chiesanuova.

Era tale l’entusiasmo dei 16 “pionieri” che, già dalla prima riunione, si decise di cominciare a raccogliere le pine per averne una buona scorta per la sagra.

Così, a margine della riunione del 5 febbraio, la segretaria del Comitato potè annotare sul verbale “nel frattempo la raccolta delle pine procedeva con entusiasmo e quantità”. Alla fine ne furono raccolte 92 quintali e furono portate a Pisa per l’estrazione dei pinoli.

Fin qui la leggenda. Ma la storia degli anni seguenti non è poi così diversa. Non c’è più la Compagnia dei Bruscellanti, scioltasi nel 1985, ma la loro eredità è stata raccolta dalla Scuola di teatro “F. Bartalucci” che da oltre 10 anni ad ogni Sagra mette in scena un spettacolo nuovo; anche la corsa podistica, giunta alla trentaquattresima edizione, rimane un appuntamento immancabile della festa; ancora oggi, come allora, ritroviamo i giochi che hanno per protagonisti gli abitanti del paese (il “Palio delle Contrade”) e sempre, immancabili, al termine della sagra i fantastici fuochi d’artificio.

Certo non tutto è immutabile, anzi, di volta in volta si sono alternate commedie, cabaret, scuole di ballo, insomma tutto ciò che fa spettacolo, come quest’anno la serata brasiliana o quella musicale con Lisetta Luchini e Giovanni Lepri.

Innovazione e tradizione, divertimento e solidarietà, questo è in sostanza il filo conduttore che ha animato tutte le nostre sagre: dar vita a momenti di svago con lo scopo di contribuire alla realizzazione di opere utili a tutta la comunità.

Forse è proprio per la forza di questo sentimento di solidarietà e cooperazione che scorrendo i nomi dei comitati delle prime sagre si ritrovano persone che ancora oggi sono colonne portanti nell’organizzazione della festa.

Altri invece nomi nuovi che si aggregano a questo gruppo per portare un soffio di novità ed un maggior entusiasmo.